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Come si fa il blocco di covata

Il blocco di covata è una delle tecniche più efficaci e diffuse nell’apicoltura moderna per contrastare la proliferazione dell’acaro Varroa destructor senza ricorrere a farmaci chimici invasivi. Questa pratica consiste nell’interrompere temporaneamente la deposizione delle uova da parte della regina, privando così il parassita del suo ambiente naturale di riproduzione, che coincide proprio con le celle della covata opercolata. Implementare correttamente questa strategia permette non solo di abbattere drasticamente la popolazione di acari, ma anche di ottimizzare l’efficacia dei successivi trattamenti invernali ed estivi a base di acido ossalico.

blocco di covata

 

Perché implementare il blocco di covata nel tuo alveare

L’importanza di questa operazione risiede nel ciclo biologico della varroa, la quale si riproduce esclusivamente all’interno delle cellette dei fuchi e delle operaie prima che queste vengano definitivamente sigillate dalle api. Quando l’apicoltore decide di indurre artificialmente un blocco di covata, costringe tutte le varroe presenti nell’alveare a uscire allo scoperto e a rimanere in una fase detta “foretica”, ovvero ancorata sul corpo delle api adulte. Questo stato di vulnerabilità assoluta del parassita rende qualsiasi trattamento successivo straordinariamente efficace, poiché gli acari non sono più protetti dallo strato di cera delle celle opercolate che normalmente scherma i prodotti terapeutici.

Come si fa il blocco di covata: i passaggi principali

Per eseguire correttamente la tecnica, l’apicoltore deve prima di tutto individuare la regina all’interno del nido e isolarla in modo sicuro utilizzando apposite gabbiete da isolamento. Esistono diversi modelli di ingabbiamento sul mercato, che variano dalle piccole gabbie che occupano lo spazio di un solo favo fino a dispositivi più complessi che consentono alla regina di continuare a deporre su una superficie estremamente limitata. La regina deve rimanere confinata all’interno di questo spazio per un periodo minimo di ventuno o ventidue giorni, un arco di tempo calcolato precisamente per permettere a tutta la covata precedentemente deposta di sfarfallare completamente.

Gestione dell’alveare dopo l’ingabbiamento della regina

Una volta trascorso il periodo di isolamento e accertato che non vi sia più alcuna traccia di covata opercolata all’interno del nido, si può procedere alla liberazione della regina e al contestuale trattamento acaricida. Il momento in cui l’alveare si trova totalmente privo di uova e larve rappresenta la finestra temporale perfetta per spruzzare o gocciolare l’acido ossalico, ottenendo un tasso di mortalità della varroa che spesso supera il novantacinque percento. Questa gestione mirata e biologica garantisce alle api una salute migliore per affrontare l’inverno, riducendo lo stress della colonia e preservando l’integrità del miele che verrà prodotto nelle stagioni successive.

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